La lettura – Sfacelo di Renè Barjavel

Domani è un altro blog non è sicuramente nato con l’intento di divenire un book blog, ma è innegabile che almeno per il 50% degli autori, non parlare delle proprie letture è assolutamente impossibile. Non chiedetemi perchè, non lo so neppure io, ma sento quasi un richiamo irresistibile ogni qual volta termino un libro che mi ha colpito nel volerne parlare e condividere la mia esperienza con i lettori che passano da qui.

Siamo tutti, o quasi tutti, in quarantena e su tutti i social si possono leggere post positivi che profetizzano la celere ripresa e il ritorno alla normalità. L’andrà tutto bene è divenuto un mantra irrinunciabile capace di rafforzare la nostra speranza e di guardare positivamente a ciò che verrà sebbene non vi siano al momento tanti motivi per sorridere.

Andando contro corrente ho deciso di passare una parte di questa quarantena forzata in compagnia di un classico della letteratura fantascientifica, da qualche mese riproposto in Italia in una nuova traduzione da parte de L’Orma Editore. Sto parlando di Sfacelo di Renè Barjavel, opera quasi profetica di uno dei padri della fantascienza mondiale.

Scritto nel 1942, a Parigi, in piena Seconda Guerra Mondiale e pubblicato per la prima volta nel 1943, Sfacelo stupisce il lettore del 2020 per la capacità dell’autore di immaginare una società tecnocentrica dove la quasi totalità delle funzioni umane dipende da un utilizzo senza limiti ne remore delle fonti energetiche a disposizione. Una società comoda dove ogni sforzo è ridotto al minimo grazie all’apporto organico e costante della tecnologia, dagli spostamenti iper veloci al cibo creato in laboratorio, fino alla conservazione in perfette condizioni delle salme dei cari, la tecnologia nel mondo teorizzato da Barjavel rappresenta la risposta a qualsiasi necessità dell’essere umano.

Fino al 2052, anno in cui tutto cessa, improvvisamente. Le macchine si rifiutano di funzionare, l’elettricità non scorre più sui cavi, ogni oggetto, ogni supporto, vitale o meno perde la sua funzionalità, lasciando gli esseri umani alla mercè delle conseguenze di quanto creato fino a quel momento. La natura prende il sopravvento, il caldo torrido non può essere più mitigato, le grandi città divengono ben presto terreno di scontri e lotte intestine per la sopravvivenza, facendo emergere gli istinti meno nobili dell’animo umano, dando inizio al viaggio della speranza di Francois Deschamps e dei suoi compagni verso una sopravvivenza che sembra sempre più difficile e lontana.

Ciò che mi ha colpito di più di Sfacelo, senza dover analizzare dettagli più o meno azzeccati della realtà teorizzata da Barjavel, è la capacità di quest’opera di risultare molto più attuale oggi che nel momento in cui è stata scritta. Il sovrasfruttamento delle risorse terrestri, il riscaldamento globale e la dipendenza dalla tecnologia sono tutti temi che ormai da decenni ricorrono e vengono spesso portati all’attenzione globale. Tutto ciò fa riflettere, trovare in un libro di fantascienza, qualcosa di tanto vicino alla possibile degenerazione della realtà che stiamo tutti vivendo, solleva più di un dilemma su quanto potrebbe attenderci in un futuro neppure tanto lontano.

Non è un libro da quarantena durante una pandemia globale, ma credo che possa risultare una lettura ricca di spunti interessanti per quanto poco rassicuranti.

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